Densità di semina delle colture di copertura: regola pratica e calcolo in kg/ha

Densità di semina delle colture di copertura: regola pratica e calcolo in kg/ha

Punti chiave da ricordare

  • La densità di semina di una coltura di copertura dipende dal numero di specie inserite nel mix di specie.
  • Regola operativa semplice: dividere la dose di semina in purezza (kg/ha) per il numero di specie presenti nel mix.
  • La formula consente di stimare la quantità (kg/ha) di ciascuna specie da inserire in intercoltura.
  • I valori calcolati non sono “assoluti”: vanno tarati in base a obiettivi, condizioni pedoclimatiche, tecnica di semina e riscontri di campo.

 


Calcolare la densità di semina delle colture di copertura

Nell'articolo precedente abbiamo visto come impostare correttamente un mix di specie: quante specie inserire, quali scegliere e come garantire coerenza con obiettivi agronomici e rotazione colturale.

Una volta definito il mix e selezionate le specie, il passaggio successivo è stabilire:

  • la densità totale di semina del mix (kg/ha)
  • la ripartizione (kg/ha) di ciascuna specie all’interno del mix

Quale regola utilizzare?

Una regola di calcolo semplice, utile per una prima impostazione del mix, è la seguente:

Dose nel mix di ciascuna specie (kg/ha) = dose in purezza (kg/ha) ÷ numero di specie nel mix

In forma algebrica:

Q = q / n

dove:

  • Q = quantità della singola specie nel mix (kg/ha)
  • q = quantità della singola specie in purezza (kg/ha)
  • n = numero di specie presenti nel mix

 


Esempio pratico

Si vuole realizzare un mix di colture di copertura composto da:

  • Facelia
  • Fieno greco
  • Senape bianca
  • Ravanello foraggero

Il mix contiene quindi 4 specie (n = 4). Le dosi di semina in purezza (q) e le dosi stimate nel mix (Q) risultano:

Specie Dose in purezza q (kg/ha) Dose nel mix Q (kg/ha)
Facelia 7 1,75
Fieno greco 35 8,75
Senape bianca 7 1,75
Ravanello foraggero 9 2,25
Totale - 14,5

Con questa regola è possibile definire in modo rapido una base di partenza per dosaggi e densità del mix.


Nota tecnica: perché il risultato va “tarato”

È importante chiarire che il calcolo fornisce un’indicazione orientativa, non una prescrizione universale. Le densità definitive vanno modulate in funzione di:

  • Obiettivo principale (copertura rapida, gestione infestanti, produzione di biomassa, strutturazione del suolo, gestione dell’azoto)
  • Finestra di intercoltura (tempo disponibile tra due colture)
  • Tecnica di semina (a righe vs a spaglio, su sodo/minima lavorazione, qualità di interramento)
  • Condizioni pedoclimatiche (umidità disponibile, tessitura, temperatura in emergenza)
  • Competitività relativa delle specie (specie più aggressive possono dominare se non si correggono le quote)
  • Esperienza aziendale (risposte osservate anno su anno nella stessa parcella)

In altre parole, la formula è un ottimo punto di partenza, ma l’ottimizzazione avviene con osservazioni di campo e aggiustamenti progressivi.


Dopo il calcolo: cosa viene dopo

Definita la composizione del mix e stabilite densità e proporzioni, si passa alla semina. Resta però un elemento decisivo: l’esecuzione tecnica (tempistica, qualità di semina, gestione e terminazione), che spesso fa la differenza tra una coltura di copertura “presente” e una coltura di copertura realmente funzionale.

Questi aspetti operativi vengono sviluppati nel terzo e ultimo articolo della serie.

 



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